Descrizione
Titolo: La Grotta della Cersuta a Maratea / Autore: Federico Rossi / Genere: Saggistica / Formato (mm.) 200 x 130 / Pag. 18 / Prezzo: € 6,90
Con la riproduzione anastatica di questa preziosa opera del 1898, abbiamo ridato nuova vita a un testo che rappresenta una testimonianza storica di grande valore per la speleologia lucana. La sua importanza e il suo fascino emergono chiaramente dalle presentazioni dei due protagonisti che seguono, le cui parole restituiscono al lettore lo spirito di ricerca, passione e meraviglia che animava gli esploratori dell’epoca.È doveroso rendere un sentito elogio a Emanuele Labanchi, che con sensibilità e dedizione ha voluto riportare alla luce questa “perla letteraria”, preservando così la memoria di un capitolo significativo della nostra storia naturale e culturale, e al tempo stesso impegnandosi nella tutela della grotta di Cersuta, oggi bisognosa di attenzione e rispetto. Grazie al suo impegno, il racconto di Federico Rossi continua a emozionare e a ispirare nuove generazioni di studiosi e appassionati.
“La speleologia lucana ha attraversato due fasi principali: inizialmente si concentrò sullo studio di grotte con resti preistorici (come quelle di Lagonegro, Latronico, Maratea e San Chirico Raparo) e su cavità esplorate per semplice curiosità o fascino naturalistico (come la grotta del Dragone, la grotta di Cersuta e le grotte della Murgia Materana). Una svolta si ebbe nel 1975 con la fondazione del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce a Trecchina, che trasformò la speleologia in un’attività di ricerca scientifica e aggregazione giovanile, integrando discipline come geologia, biologia e meteorologia ipogea. Poco dopo, il Catasto delle Grotte Naturali e delle Aree Carsiche della Basilicata venne trasferito a Trecchina da Castellana Grotte. La grotta di Cersuta (15 B), conosciuta fin dall’antichità per essere usata come “frigorifero naturale” dai pescatori, fu esplorata e descritta da Federico Rossi, che ne documentò la bellezza e la presenza di una sorgente d’acqua dolce poi prosciugata dal sisma del 1982. A causa dell’accesso facile, la grotta è stata in parte depredata delle sue concrezioni. Oggi, grazie all’impegno di Emanuele Labanchi, vengono valorizzate le descrizioni di Rossi e si rinnova l’attenzione verso la tutela di questa cavità, attualmente in stato di degrado. Labanchi merita quindi riconoscenza sia per il recupero della memoria storica sia per l’impegno nella conservazione della grotta.”



